Altcoin
Ultima verifica 1 novembre 2026
Ogni criptovaluta che non è Bitcoin si chiama altcoin. Ci rientrano grandi piattaforme come Ethereum e token che spariscono una settimana dopo il lancio.
Siti come CoinMarketCap e CoinGecko elencano decine di migliaia di criptovalute. La stragrande maggioranza non conta nulla. Una piccola parte ha utenti veri, sviluppatori attivi e qualche anno di storia.
Il termine altcoin non dice niente sulla qualità, dice solo che non è Bitcoin. Conta quello che fa il progetto e chi ci guadagna.
Tipi di altcoin
Grosso modo quattro gruppi: monete di blockchain proprie (Solana, Cardano, Avalanche), token di applicazioni (Uniswap, Aave), stablecoin e memecoin. Esistono poi monete pensate per i pagamenti, come Litecoin, e token di infrastruttura, come Chainlink.
Memecoin
Dogecoin è nata nel 2013 come scherzo su un meme. Oggi esistono migliaia di memecoin senza alcuna funzione tecnica, che vivono solo di attenzione. Possono moltiplicarsi in pochi giorni e azzerarsi con la stessa rapidità. Molte vengono create in pochi minuti su piattaforme di lancio, e una buona parte serve soprattutto a vendere all’ultimo che compra.
Come valutare un progetto
Prima di comprare chiediti: esiste un prodotto che le persone usano davvero? Chi detiene i token e quando si sbloccano le quote vincolate? Il codice è pubblico e verificato da un audit? Il token è negoziato su piattaforme autorizzate? Più domande restano senza risposta, più alto è il rischio.
Tokenomics
La tokenomics è l’insieme delle regole economiche di un token: offerta totale, distribuzione, inflazione e calendario di sblocco. Se fondatori e primi investitori hanno una quota ampia che si sblocca nel tempo, si crea pressione di vendita. Per questo la valutazione completamente diluita (FDV), che conta tutti i token futuri, spesso dice più della capitalizzazione.